In memoria dei medici caduti durante l’epidemia di Covid-19

Anelli: "Più risorse e una legge per rafforzare le capacità di intervento del Ministro della Salute”


Pubblicato il 24 Settembre 2020


Bari, 24 settembre 2020. “In questi anni l’Ordine dei medici di Bari ha rappresentato un laboratorio di Idee per il futuro della professione. La legge contro le aggressioni ai medici, l’aumento delle borse di specializzazione, la figura dei medici fiduciari dell’Ordine, la legge che prevede la distribuzione dei DPI in via prioritaria ai medici durante l’epidemia, sono tutti progetti che sono partiti da Bari. Vorrei ringraziare tutti i colleghi e il Ministro Speranza per il sostegno e l’impegno speso per raggiungere questi obiettivi”. - ha dichiarato ieri sera Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, aprendo l’evento in cui ha incontrato a Bari, insieme al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, oltre 400 medici del territorio e i rappresentanti dell’Omceo del capoluogo pugliese.
Il Ministro ha riconosciuto l’importanza degli Ordini, evidenziando come debbano essere parte di un grande patto per il Paese, insieme allo Stato, alle Regioni e alle autonomie locali. “Gli Ordini hanno una funzione fondamentale. Ho trovato nell’Ordine dei medici un interlocutore serio e credibile, con la capacità di essere all’altezza della sfida e di non chiudersi nella difesa della propria parte, ma di avere una visione di sistema di tutto il mondo della salute.” - ha sottolineato il Ministro Speranza - “Quando mi avete chiesto più borse di studio, la legge contro le violenze, i dpi non si è trattato della difesa corporativa di un interesse di parte, ma di una richiesta che andava nella direzione di costruire un Paese più capace di rispettare il diritto alla salute come diritto fondamentale dell’individuo, come dice la nostra Costituzione. Nei prossimi mesi con il Recovery fund avremo la possibilità di chiudere la grande stagione dei tagli e di aprirne una di investimenti per portare avanti quelle riforme che possano rendere il nostro servizio sanitario più forte per affrontare le sfide di domani, nella consapevolezza che il Ssn italiano è un servizio di qualità di cui andare orgogliosi.”

I percorsi formativi sono stati uno dei temi affrontati durante l’incontro che ha visto la partecipazione del Preside della Facoltà di Medicina, Loreto Gesualdo e del Consigliere per l'Area della Sanità del Rettore dell’Università di Bari, Angelo Vacca.  Filippo Anelli ha ribadito la necessità che ad ogni laureato in Medicina sia garantito per legge di poter completare il proprio percorso formativo post laurea attraverso l’attribuzione di una borsa di specializzazione e di formazione in medicina generale. Inoltre, il Presidente dell’Ordine dei medici di Bari ha chiesto di applicare compiutamente la direttiva europea riconoscendo lo stesso peso e valore ai due percorsi formativi, dato che le differenze di trattamento economico non sono più accettabili e ha fatto un appello per la riapertura della stagione dei contratti di lavoro: “Riapriamo la stagione dei contratti di lavoro. Non vogliamo occasionali gratifiche, ma stipendi adeguati a quelle che sono le medie europee. Vogliamo organici adeguati e condizioni di lavoro che premino l’autonomia della Professione”.
 
Altro tema emerso è stato quello del futuro della professione, con gli intervenuti sul palco di due giovani medici. Lucilla Crudele, medico specializzando presso l'Università di Bari, ha portato l’attenzione sulla necessità di superare definitivamente l’imbuto formativo - cui l’aumento delle borse di studio, passate con il Ministro Speranza da 6mila a 14.450, ha dato una prima importante risposta - ma anche di garantire dignità e pieni diritti a medici che, benché in specializzazione, durante l’epidemia sono stati impegnati in prima linea negli ospedali al pari degli strutturati.
Antonio Velluto, medico di medicina generale tra i 143 firmatari baresi della lettera inviata un paio di settimane fa al Ministro Speranza e che ha ormai raccolto le firme di oltre mille medici di tutta Italia, ha ribadito l’appello a “non giocare” con il futuro dei medici e con quello della Medicina Generale. Come? Rilanciando le cure primarie attraverso i microteam multiprofessionali, la diagnostica di primo livello, la presa in carico a 360 gradi dei pazienti cronici, nonché con la digitalizzazione e lo sfruttamento delle nuove tecnologie informatiche. 

A proposito di diseguaglianze e criteri di ripartizione del fondo sanitario nazionale, Filippo Anelli ha riconosciuto l’impegno fattivo del governo e ha sottolineato come “sia il momento anche di riflettere sul ruolo del Ministero della Salute al fine di rafforzarlo. Non ha risorse proporzionate rispetto al ruolo che svolge. Serve una modifica di legge che rafforzi le sue capacità di intervento, aumenti le disponibilità economiche e le sue funzioni al fine di colmare le diseguaglianze presenti nel Paese”.
 
Durante la serata è stato infine presentato il progetto “Sentinelle dell’ambiente” portato avanti dai medici fiduciari dell’Omceo Bari, primo Ordine in Italia ad aver istituito questa figura di raccordo tra la professione medica e gli enti locali per la tutela della salute pubblica. I medici fiduciari dell’Ordine hanno svolto e tuttora svolgono un’attività fondamentale per il contenimento e la gestione dell’epidemia all’interno dei COC (Centri Operativi Comunali).