In memoria dei medici caduti durante l’epidemia di Covid-19

Imbuto formativo, ruolo del medico, sblocco del turnover: la Fnomceo incontra Matteo Salvini


Pubblicato il 02 Luglio 2020


22mila giovani medici laureati e abilitati, pronti a competere per 14mila posti nelle scuole di specializzazione, per proseguire il loro percorso e non rimanere invece bloccati nell’imbuto formativo, costretti a lavori precari o a portare all’estero le competenze acquisite nelle nostre Università. Mentre in Italia mancano gli specialisti e i medici di Medicina Generale. E, anziché le borse per gli specializzandi, come sarebbe opportuno e logico, si aumentano gli accessi a Medicina.
Si è parlato anche di questo paradosso, che compromette il futuro non solo dei giovani che vogliono intraprendere questo percorso ma della stessa assistenza pubblica, nel corso dell’incontro avvenuto ieri pomeriggio - proprio nel giorno in cui il Ministero dell’Università ha pubblicato il Decreto che sancisce l’aumento a 13072 dei posti alla facoltà di Medicina - tra la Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) e il leader della Lega Matteo Salvini. Il colloquio si inserisce in nel giro programmato con i rappresentanti dei partiti.
 
“Già lo scorso anno l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini ci aveva invitato al Viminale per discutere di provvedimenti normativi contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari – spiega il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Ringraziamo quindi il Senatore Salvini per questo appuntamento, nel quale abbiamo avuto modo di condividere i valori etici alla base della nostra professione e le nostre proposte per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, in questa fase post emergenza Covid-19”.
Tra gli argomenti al centro del dialogo, ancora le aggressioni ai professionisti della salute, attenuate ma non azzerate nel periodo del picco epidemico, che stanno ora purtroppo riprendendo. Il ruolo del medico, quale portatore di competenze e di valori che vanno messi al servizio del bene dei cittadini. E questo può essere reso possibile e concreto avvicinando tale patrimonio professionale ed etico quanto più possibile ‘al letto del paziente’, con l’introduzione, anche sul territorio, dei team professionali. Oltre che con la costruzione di nuovi ospedali, che non vengano messi in crisi da ondate pandemiche ma che rispondano a tutte le richieste di cure dei cittadini.
 
Ma è soprattutto nei giovani colleghi che la Fnomceo ripone le speranze per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Giovani medici che vanno messi nelle condizioni di completare, tutti, la loro formazione, azzerando subito l’imbuto formativo e poi introducendo una riforma che veda corrispondere a ogni laurea una borsa.
Occorrono subito 22000 borse, tante quanti sono i laureati” ha evidenziato Anelli, stimando il costo dell’operazione in poco più di 3 miliardi di euro. Fondi che potrebbero, tra l’altro, in parte essere recuperati da quelli stanziati per le borse abbandonate dopo uno-due anni di frequenza, che oggi vanno persi. E abbassando al terzo anno la soglia per l’impiego degli specializzandi nel Servizio Sanitario Nazionale, abbattendo così i costi per la formazione.
È poi necessario uno sblocco del turnover, per sostituire con i nuovi specialisti i colleghi che vanno in pensione” ha precisato ancora Anelli, ricordando che “abbiamo i medici con l’età media più alta d’Europa, 51 anni che diventano 55 tra gli ospedalieri”.
Apprezzamento, infine, da parte di Salvini, per la nuova campagna di Fnomceo “Io medico giuro”.
“Una campagna che - ha fatto presente Anelli – vuole comunicare proprio quei valori che, espressi nel Giuramento e nel Codice deontologico, sono l’essenza vera della Professione. Valori che si sono concretizzati in maniera eclatante durante l’emergenza Covid-19 ma che sono messi in pratica ogni giorno, orientano l’esercizio della professione verso il bene del paziente e i principi della nostra democrazia”.