In memoria dei medici caduti durante l’epidemia di Covid-19

Imbuto formativo: valga il principio 1 laureato, 1 borsa di studio. Bene la Regione sul riconoscimento dell’indennità Covid agli specializzandi


Pubblicato il 29 Maggio 2020


Bari, 29 maggio 2020. “Bene la Regione sul riconoscimento dell'indennità per il servizio prestato in emergenza Covid-19 anche agli specializzandi, che sono stati in prima linea al pari dei colleghi più anziani. Come Ordine avevamo sollecitato il Direttore Montanaro a prendere iniziative in tal senso e siamo soddisfatti che la richiesta sia stata accolta” - commenta così Filippo Anelli, Presidente Omceo Bari, le recenti dichiarazioni del Governatore Emiliano sul riconoscimento dell’indennità da Covid-19 ai medici specializzandi.
 
L’Ordine dei medici di Bari, insieme alla Federazione nazionale degli Ordini, è da tempo impegnato anche per risolvere l’imbuto formativo, un problema che ha spinto molti giovani medici scendere in piazza due giorni fa. In questi anni ha incessantemente  promosso iniziative politiche e parlamentari affinché passi per legge il principio 1 a 1, ossia che ad ogni laurea in medicina corrisponda una borsa il percorso formativo post laurea. A questo si ispira anche il progetto di riforma portato avanti dalla Fnomceo, che prevede che la formazione del medico diventi un unicum, dall’ingresso in Medicina fino al diploma di specializzazione o al diploma di formazione in Medicina generale. Questo potrebbe essere anticipato da un percorso, durante gli ultimi anni delle superiori, che vada a far parte del curriculum e dia crediti per l’accesso.
 
“Da anni conduciamo una battaglia incessante, che ha portato all'aumento delle borse di specializzazione, che sino al 2018 - anno in cui ho assunto la presidenza della Fnomceo - erano ferme alle 6000 unità circa per passare oggi con l'ultimo provvedimento inserito nel decreto rilancio a circa 12.500 unità. In meno di tre anni siamo riusciti grazie all'azione incisiva anche delle associazioni degli studenti, degli specializzandi e dei medici a far raddoppiare la dotazione delle borse. Tuttavia tutto questo non è sufficiente: occorre ancora un ulteriore sforzo, per portare a 2000 il numero di borse per la Medicina Generale e per allineare il numero di laureati di quest’anno a quello degli accessi ai percorsi post lauream” - continua Anelli - “Occorre tutela la qualità dei percorsi formativi, che sono garanzia per la salute dei pazienti - e serve sfruttare al meglio e di più la rete formativa degli ospedali, per consentire agli specializzandi una migliore formazione sul campo.”